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Come classificare
questa materia?
Non è possibile
dare una risposta soddisfacente, le notizie al riguardo sono
molto vaghe; si accenna infatti ad una certa somiglianzà
con la pece, è da supporre quindi che si sarà
trattato di un qualche unguento o di un qualche altro intruglio
denso che noi non conosciamo.
A questo punto non ci resta
che concludere sullo scheletro, tentare cioè, se possibile,
di stabilire una sua qualche generica identità.
Chi fu? Fu un guerriero,
un sacerdote, un nobile oppure uno dei tanti paria della vita
nati a soffrire e penare? Non sappiamo.
Appartenne all'età
preistorica, alla magno-greca, alla romana o si deve ancora
scendere nei secoli? Nulla possiamo dire.
Se nella lettera del Cappucci
vi fosse stato un qualche accenno al corredo funerario trovato
nella tomba, se Vi fu trovato, o se per lo meno fosse stata
descritta la tomba stessa, di esso si sarebbe potuto determinare
l'età, ma dalla notizia nuda e povera del solo rinvenimento
nulla si può dedurre. Possiamo dire soltanto che, trattandosi
di uno scheletro, si deve pensare ad un cadavere inumato,
e che questo genere di sepoltura, la inumazione, era praticato
in età preistorica dalle popolazioni indigene calabresi,
mentre i'incinerirnerito, ossia la cremazione, era m uso presso
i Greci e i Latini. Ma all'infuori
di questo null'altro si può dire; troppo poco per la
verità.
Lo scheletro gigante allora è uno dei tanti scheletri
che "in terra e mar semina morte", ed è destinato
a rimanere una X, come una X è colui involontariamente
lo disotterrò disturbandolo dal sonno dei secoli. Del
resto che importanza potrebbe avere dare ad esso non diciamo
un nome, la qual cosa è una chimera, ma determinare
se fu greco, romano o di età seriore? Un nome, un'epoca
nell'eterna vicenda dei millenni passati o futuri non sono
che un flatusvocis, un soffio, pressocchè niente.
Lo scheletro di cui parla
il Cappucci, ed unitamente ad esso tutti gli altri che nel
territorio di Tiriolo sono stati ritrovati, una sola cosa
ci autorizzano a dire, e cioè che questa cittadina
ha origini millenarie, che merita l'attenzione di qualificati
studiosi, i quali soltanto con ricerche e scavi potrebbero
sciogliere l'affascinante mistero di questa
generazione di giganti che in epoca remota vi dovette risiedere.
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