Scheletri giganti p.6

Come classificare questa materia?

Non è possibile dare una risposta soddisfacente, le notizie al riguardo sono molto vaghe; si accenna infatti ad una certa somiglianzà con la pece, è da supporre quindi che si sarà trattato di un qualche unguento o di un qualche altro intruglio denso che noi non conosciamo.

A questo punto non ci resta che concludere sullo scheletro, tentare cioè, se possibile, di stabilire una sua qualche generica identità.

Chi fu? Fu un guerriero, un sacerdote, un nobile oppure uno dei tanti paria della vita nati a soffrire e penare? Non sappiamo.

Appartenne all'età preistorica, alla magno-greca, alla romana o si deve ancora scendere nei secoli? Nulla possiamo dire.

Se nella lettera del Cappucci vi fosse stato un qualche accenno al corredo funerario trovato nella tomba, se Vi fu trovato, o se per lo meno fosse stata descritta la tomba stessa, di esso si sarebbe potuto determinare l'età, ma dalla notizia nuda e povera del solo rinvenimento nulla si può dedurre. Possiamo dire soltanto che, trattandosi di uno scheletro, si deve pensare ad un cadavere inumato, e che questo genere di sepoltura, la inumazione, era praticato in età preistorica dalle popolazioni indigene calabresi, mentre i'incinerirnerito, ossia la cremazione, era m uso presso i Greci e i Latini. Ma all'infuori di questo null'altro si può dire; troppo poco per la verità.

Lo scheletro gigante allora è uno dei tanti scheletri che "in terra e mar semina morte", ed è destinato a rimanere una X, come una X è colui involontariamente lo disotterrò disturbandolo dal sonno dei secoli. Del resto che importanza potrebbe avere dare ad esso non diciamo un nome, la qual cosa è una chimera, ma determinare se fu greco, romano o di età seriore? Un nome, un'epoca nell'eterna vicenda dei millenni passati o futuri non sono che un flatusvocis, un soffio, pressocchè niente.

Lo scheletro di cui parla il Cappucci, ed unitamente ad esso tutti gli altri che nel territorio di Tiriolo sono stati ritrovati, una sola cosa ci autorizzano a dire, e cioè che questa cittadina ha origini millenarie, che merita l'attenzione di qualificati studiosi, i quali soltanto con ricerche e scavi potrebbero sciogliere l'affascinante mistero di questa
generazione di giganti che in epoca remota vi dovette risiedere.

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